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Trump: "Ho chiesto a Putin di evitare altri massacri". Il leader russo: "Lo farò se depongono le armi"

 


Il presidente Usa sul social Truth : "Ci sono migliaia di soldati ucraini circondati dai russi in una posizione estremamente vulnerabile". Fonti di Kiev smentiscono: nel Kursk non c'è "nessun accerchiamento, solo un ritiro graduale delle truppe". Ieri il capo del Cremlino aveva dettato le sue condizioni per un cessate il fuoco

"Abbiamo avuto ottime e produttive discussioni con il presidente russo Vladimir Putin ieri. Ci sono ottime possibilità che questa terribile e sanguinosa guerra si concluda". A scriverlo, in un post condiviso sul social Truth, è il presidente americano Donald Trump, all'indomani della conferenza stampa in cui il capo del Cremlino ha pronunciato un 'sì' con riserva alla tregua di 30 giorni proposta dagli Stati Uniti e accettata dall'Ucraina. "In questo momento - ha però aggiunto Trump -, migliaia di soldati ucraini sono completamente circondati dai russi e sono in una posizione estremamente vulnerabile. Ho chiesto con forza al presidente Putin di risparmiare le loro vite. Sarebbe un massacro terribile, mai visto dalla Seconda Guerra Mondiale". 

Il post di Trump su Truth-3
Il post di Trump su Truth-3

A stretto giro è arrivata la replica di Vladimir Putin che ha accolto l'appello di Donald Trump, e si è detto disposto a risparmiare la vita dei soldati ucraini nel Kursk che accetteranno di deporre le armi.  "Siamo solidali con l'appello del Presidente Trump" ha dichiarato Putin in un discorso televisivo. "Se depongono le armi e si arrendono, sarà loro garantita la vita e un trattamento dignitoso".

L'Ucraina smentisce: "Non è vero che nel Kursk siamo accerchiati"

Il post di Trump è stato contestato da fonti ucraine e analisti militari. Fonti dell'esercito ucraino citate da Reuters fanno notare che l'affermazione secondo cui le truppe di Kiev sarebbero state accerchiate nel Kursk è falsa. Al momento, viene sottolineato, non c'è un pericolo di "accerchiamento" ma solo un ritiro delle truppe in "posizioni più favorevoli". Da Kiev fanno presente che c'è stato un ritiro graduale e ordinato. Più di qualcuno sta facendo notare che l'affermazione di Trump potrebbe essere basata su false informazioni fornite dallo stesso Putin. 

Non è stato Trump a parlare con Putin, ma Witkoff

Come ha chiarito la Casa Bianca, a parlare con il leader russo non è stato il presidente degli Stati Uniti (come riportato in un primo momento), bensì Steve Witkoff il miliardario scelto da Trump come inviato speciale per il Medio Oriente, ma coinvolto anche nei colloqui e negoziati bilaterali con la Russia. La confusione, in cui sono caduti pressoché tutti i media, è stata causata dal fatto che nel suo post lo stesso Trump ha affermato, parlando in prima persona, di aver "chiesto con forza al presidente Putin di risparmiare le vite dei soldati ucraini".

I dubbi di Putin sulla tregua

Ieri da parte di Putin non c'era stata una chiusura totale a una cessazione temporanea delle ostilità, ma neppure un'apertura netta. Da Mosca è arrivato un nì. Un modo, forse, per prendere tempo. O forse uno stratagemma diplomatico per declinare l'offerta senza pagare pegno. Putin ha detto che l'idea di un cessate il fuoco lo trova d'accordo, ma ci sono una serie di "sfumature" che vanno ancora analizzate, e comunque ogni cessate il fuoco deve essere "tale da portare a una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto".



 

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